Intervista a Marta Bassino

“Non chiamatemi Principessa delle Nevi”. A tu per tu con un’atleta che ama la montagna e la vita tranquilla che gli gira intorno. Marta Bassino, la nuova campionessa del gigante incontra M-Magazine.

L’abbiamo amata e tifata, acclamata e ringraziata per tutti i successi che ci ha già regalato nel corso di questi anni, ma soprattutto l’abbiamo vista crescere e sbocciare sia come donna che come atleta. Da ormai sei anni è il volto Misura per quanto concerne il tema dello sport e della buona nutrizione e da sempre è protagonista del progetto Allenati alla vita!, attraverso il quale l’abbiamo vista interagire con colleghi dello sport, ingredienti, ricette genuine, paesaggi mozzafiato e tematiche ambientaliste. Oggi, mentre la stagione agonistica della Coppa del Mondo è iniziata e lei ha già conquistato diversi podi, la incontriamo alla vigilia di quello che è l’appuntamento per eccellenza di ogni sportivo: nel suo caso, le Olimpiadi invernali Beijing 22.

Chi era Marta Bassino prima di diventare la principessa delle nevi che tutti conosciamo?
Marta era, e mi permetto di dire “è tutt’ora”, una ragazza semplice, timida e riservata. Tutt’altro che una principessa: amo la tranquillità della mia casa e appena posso cerco di passare del tempo con la mia famiglia e con gli amici rifugiandomi nel silenzio delle mie montagne. Sicuramente, in questi anni la mia vita professionale e pubblica è cambiata tanto, ma quella privata me la tengo stretta e cerco di non stravolgerla. Non amo molto la vita sociale: so che ormai certe attività fanno parte del mio quotidiano, ma appena riesco scappo da tutto, preferibilmente in luoghi dove nemmeno il telefono prenda.

 

Quali sono le qualità che ritieni abbiano contribuito a farti diventare quella che sei a livello sportivo e agonistico?
Sono convinta che i valori trasmessi dalla mia famiglia siano alla base di tutto. I miei genitori mi hanno insegnato a vivere questo mondo con leggerezza, consapevole dell’impegno e del sacrificio che ne conseguono, ma allo stesso tempo anche della fortuna che ho nel farne parte. Mi hanno insegnato a richiedere sempre il massimo da me stessa per raggiungere i miei obbiettivi più grandi e a rialzarmi ogni volta con il sorriso, anche dopo una delusione o una sconfitta: mi hanno aiutato a essere capace di voltare pagina e ripartire. Leggerezza, umiltà, sacrificio e determinazione, ritengo siano questi i valori che mi hanno dato tanto permettendomi di essere la persona che sono sulle piste da sci e nella vita.

Atleta, campionessa e donna: come si concilia tutto questo e quale valore aggiunto ha portato lo sport alla tua vita?
Non è facile trovare il giusto equilibrio tra vita professionale e vita privata, tra l’essere atleta e l’essere donna specialmente. Il tutto richiede un grande impegno personale: la capacità di sacrificare la propria vita privata per dedicarsi ad allenamenti continui, trasferte e gare, ma nello stesso tempo la volontà di ritagliarsi del tempo libero a ogni occasione, cosi da tenermi stretto quello che è giusto io dedichi a me stessa, anche in quanto donna. La vita di uno sportivo sembra facile e meravigliosa, ma dietro c’è davvero un grande lavoro, in primis su se stessi, nel cercare quell’equilibrio perfetto che permetta di vivere serenamente questa scelta di vita, arricchendo cosi quella personale e privata. Questo è quello che mi ha portato lo sport: la capacità di trovare degli equilibri, la volontà di raggiungere degli obbiettivi e il bisogno primordiale di stare bene con me stessa per poter crescere sia come campionessa che come donna, portandomi dietro un grande bagaglio di esperienze meravigliose.

 

Sport e alimentazione, un binomio carico di energia: quali sono le tue regole a tavola?  
Lo sport e una corretta alimentazione sono per me complementari: quello che mangiamo si trasforma nella nostra energia quotidiana, necessaria ad affrontare tutte le sfide personali e sportive che ci aspettano. Negli anni, ho imparato sulla mia pelle quanto sia importante trovare il giusto equilibrio anche a tavola e nelle pause. Mangiare sano e bene mi ha permesso di ottenere un’energia diversa e di conseguenza di affrontare gli allenamenti e le gare con un’altra forza. Ormai ho imparato a ridurre o quasi ad abolire i cibi grassi, gli zuccheri e le bibite gasate, e a prediligere prodotti di qualità, quelli della filiera corta e certificati. Quando inizi a mangiare i prodotti a km 0 o realizzati con ingredienti coltivati in maniera corretta ne senti subito la differenza e il beneficio conseguente che ne ricavano fisico e prestazioni. Oltre alla qualità dei prodotti, ho imparato anche a seguire uno schema nutrizionale che mi aiuta ad avere un’alimentazione continua, varia e ricca di nutrienti.

Ti conosciamo anche per la tua passione per la natura: qual è il ruolo di uno sportivo nel veicolare il messaggio della sostenibilità? 
In quanto atleta e sportiva il mio modo di comunicare è cambiato, e con esso è cresciuta la consapevolezza che ogni mio gesto o parola possano essere fonte di ispirazione per i giovani che seguono il nostro percorso. Nel tempo, ho capito che veicolare un messaggio nella corretta maniera può essere davvero importante, come mostrare i piccoli gesti che possono fare la differenza per migliorare il mondo in cui viviamo. E in questo sono coinvolta in prima linea anche con Misura e con i suoi progetti Leave No Trace: attraverso attività concrete o semplicemente azioni «social» cerco di mostrare nel mio piccolo cosa si può fare per tutelare la natura, le nostre montagne e il nostro pianeta. Grazie allo sport che pratico mi rendo davvero conto di quanto l’uomo stia purtroppo influendo sul cambiamento climatico, portando i nostri ghiacciai a soffrire fino a una loro futura e quasi certa estinzione. Inoltre, a quante persone ci siano ancora che non rispettano la natura e il loro habitat, inquinando l’ambiente. Ognuno di noi deve essere consapevole delle proprie azioni e fare il possibile per contribuire, anche in piccolissima parte, a un mondo migliore. Io ci credo, perché ogni gesto, per piccolo che sia, è importante e può fare la differenza.

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