La dietetica per volumi

La dietetica per volumi

Siamo ormai in piena estate e, per la maggior parte di noi, questo periodo coincide con quello della vacanza più lunga dell’anno.

Solitamente, chi sta seguendo un percorso di dimagramento, e a maggior ragione, chi non è “a dieta”, tende a staccare completamente, anche perché la mente va in “modalità vacanza” che coincide con un senso di libertà assoluta, come orari, impegni e anche scelte alimentari e relative porzioni.

Non sarebbe meglio vivere questo periodo in modo sereno, rilassato, ma con una maggiore consapevolezza? Come possiamo fare, senza per questo sentirci costretti o rigidi, anche in estate?

Facciamo un pò di chiarezza sull’argomento con l’aiuto della dottoressa Noli.

Abbiamo visto come sia importante, per la nostra salute, fare scelte consapevoli in campo alimentare. Ma anche le porzioni sono altrettanto importanti e, quando si è in viaggio, o comunque si mangia fuori casa, valutare le porzioni non è sempre facile.

Grazie alla dietetica per volumi è però possibile farlo.

Abbiamo chiesto alla dottoressa Francesca Noli, Biologa Nutrizionista, specialista in Scienza dell’Alimentazione, esperta di mindful eating, di aiutarci a conoscere un po’ meglio cos’è la dietetica per volumi e come possiamo usarla.

 

Dottoressa, cominciamo con il ricordare cosa si intende per  dietetica per volumi

La dietetica per volumi è una tecnica che permette di confrontare il volume della porzione di cibo con il volume di oggetti di uso comune di cui abbiamo un buon ricordo o che portiamo con noi.
Il confronto è possibile anche con la nostra mano, nelle sue varie declinazioni: palmo, pugno, dita e spanna.

Questa tecnica, chiamata in inglese volumetrics, negli Stati Uniti è stata sviluppata in particolare dalla Mayo Clinic e dalla dr.ssa Barbara Rolls, mentre in Italia dal dr. Oliviero Sculati e dal suo gruppo.

 

 

In pratica in cosa consiste? 

Per identificare a colpo d’occhio le porzioni di alimenti possono essere usati oggetti di uso comune di dimensioni standard come la palla da tennis o da ping-pong, i dadi da gioco, il mazzo di carte, la confezione di un DVD o un CD oppure oggetti personali ben conosciuti come il proprio cellulare, il mouse, il lettore MP3, lo smartphone, il portafoglio, il rossetto, le tessere magnetiche (es. badge o bancomat) e gli utensili da cucina. È importante scegliere oggetti di cui ricordiamo bene forma e dimensioni e che siano presenti nella nostra vita quotidiana. L’ideale sarebbe familiarizzare con questi confronti, fare qualche prova, soprattutto nel caso di oggetti, come la palla da tennis o un CD, che normalmente non abbiamo a disposizione al momento del consumo del pasto. 

Il volume di riferimento più pratico che abbiamo sempre e velocemente disponibile per la visualizzazione delle porzioni è la nostra mano. Ad esempio, con la mano chiusa a pugno possiamo quantificare una porzione di verdura o di pasta mentre con la mano distesa possiamo quantificare una porzione di carne, una fetta di pizza o di torta.

 

Che vantaggi presenta? 

Con un po’ di allenamento e di pratica è possibile imparare a sapersi regolare con le porzioni, sia che si debba perdere peso oppure no, sia a casa che fuori casa. Conoscere le porzioni adeguate alle nostre esigenze consente di aumentare la propria consapevolezza e di fare le scelte giuste non solo per eventuali chili di troppo, ma anche per mantenersi in forma nel tempo.
Le porzioni sono solitamente espresse in grammi, con questo metodo possiamo tradurle in volumi.

 

Qualche esempio? 

Per i primi piatti asciutti, il pane tipo rosetta, un’insalata di mare, i legumi il riferimento può essere quello del pugno chiuso; per la carne o il pesce, il pane a fette, la frittata possiamo riferirci al  palmo della mano oppure ad un mazzo di carte;  per il formaggio, una fetta di torta o un pezzetto di cioccolato può risultare comodo utilizzare come riferimento due o tre dita della nostra mano.

La dietetica per volumi può essere usata in ambulatorio durante la fase di anamnesi, ma con una semplice pratica possiamo utilizzarla nella vita di tutti i giorni. In questo modo, risulta più semplice prestare attenzione alle porzioni di consumo, senza l’ansia di dover pesare. 

 

 

Lei utilizza questo metodo nella sua professione e nella sua vita in generale?

Certamente, una delle richieste che mi vengono fatte più spesso, e quasi subito, è proprio quella di avere un programma alimentare che non preveda l’utilizzo della bilancia da cucina. Molti sono reduci da anni di diete e di frustrazioni e vogliono evitare di “sentirsi in gabbia”. Con un approccio educativo comportamentale che prevede la pratica del mindful eating, a poco a poco ci si libera dall’idea di dovere seguire regole imposte per arrivare ad un rapporto più sereno con il cibo. L’utilizzo della dietetica per volumi è proprio ritenuto ideale per questo approccio, proprio perché in linea con un modo di pensare che non è rigido, costrittivo e ansiogeno.