• Daniela Capezzali

    Dietista da oltre trent'anni, coordinatore del corso di laurea in Dietistica dell'Università di Perugia.

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  • Paola Baraldi

    Formazione nutrizionale dedicata alla comunicazione, una food&health writer per passione e convinzione.

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  • 29 Nov 2011

    In caso di stress può aiutarci la vitamina B.

    di Paola Baraldi

    Un'alimentazione quotidiana ricca di vitamine del gruppo B può aiutarci a combattere l'ansia e il nervosismo causati dallo stress quotidiano.

    Lo stress è il male del nostro tempo e siamo abituati a conviverci, ma quando provoca ansia nervosismo e sbalzi d’umore prima di ricorrere ai farmaci possiamo provare a combattere questi sintomi assumendo più vitamine del gruppo B. A sostegno di questa tesi un gruppo di ricercatori della Swinburne University of Technology di Victoria in Australia hanno pubblicato una ricerca sulla rivista Human Psychopharmacology.

    Gli studiosi hanno selezionato 60 volontari e li hanno suddivisi in due gruppi: il primo gruppo ha assunto quotidianamente e regolarmente un complesso vitaminico B per 3 mesi, mentre il secondo ha assunto placebo sempre per un trimestre. I ricercatori hanno paragonato i livelli di stress di tutti i partecipanti,sotto forma di ansia, tensione e sbalzi d’umore, prima dell’inizio dell’esperimento, dopo un mese di terapia e dopo tre mesi.

    Ne è emerso che dopo tre mesi i volontari del gruppo che assumeva vitamina B hanno evidenziato una riduzione statisticamente significativa nei livelli di stress e ansia, con valori percentuali fino al 20% in meno, mentre nel gruppo placebo non vi è stata alcuna riduzione  di questi sintomi.

    Un apporto adeguato di vitamine del gruppo B è infatti in grado, tra l’altro, di favorire una migliore biosintesi dei neurotrasmettitori alla base del benessere psicologico, proprio quelli che aiutano a  gestire le situazioni negative e a meglio convivere con sentimenti come la rabbia e la tensione.

    Chi, senza ricorrere alle supplementazioni vitaminiche come nel caso di questo studio, vuole comunque assicurarsi una quantità sufficiente delle preziose vitamine del gruppo B, si ricordi di seguire un’alimentazione quotidiana il più possibile varia che includa tra l’altro carne, pesce, fegato, tuorlo d’uovo, latticini legumi, cereali integrali, frutta secca a guscio, ortaggi freschi e patate.

    Fonte: Stough C et al. The effect of 90 day administration of a high dose vitamin B-complex on work stress. Hum Psychopharmacol.  2011 Oct;26(7):470-6

    Paola Baraldi
  • 22 Nov 2011

    Alimenti funzionali a base di fibre

    di Daniela Capezzali

    Chi mangia alimenti ricchi di fibre può sperare di vivere più a lungo di chi non lo fa.

    Il concetto di alimentazione adatta esclusivamente a fornire all'organismo nutrienti ed energia si è evoluto acquisendo un’ulteriore funzione: assicurare benessere e salute, riducendo al tempo stesso il rischio di insorgenza di alcune malattie. Se il consumo di fibre con la dieta, come numerose evidenze epidemiologiche e cliniche indicano, è associato alla riduzione del rischio di patologie croniche come le malattie coronariche, diabete e alcune tipologie di cancro, pochi studi ne hanno valutato l’impatto sulla mortalità totale e per cause diverse da quelle cardiovascolari. Per tale motivo una ricerca condotta dal National Institutes of Health-Aarp Diet and Health Study ha esaminato la dieta di oltre 30.000 persone tra i 50 e 71 anni cui è stato chiesto di dichiarare il loro menu-tipo.

    Ne è risultato che se gli uomini in media hanno consumato circa 30 gr. di fibre al giorno e le donne hanno superato i 25 gr.– sotto forma di cereali integrali come grano, avena e orzo - hanno una speranza di vita maggiore del 22% rispetto a chi ne ha consumato tra i 10 e 12,6 grammi al giorno. Gli autori dello studio asseriscono che le diete ad alto contenuto di fibre alimentari derivate da cibi vegetali integrali possono fornire svariati benefici per la salute: sono collegate a un minor rischio di morte in generale e soprattutto per malattie cardiovascolari, malattie infettive e malattie respiratorie sia negli uomini e nelle donne.

    I cereali integrali sono in grado di combattere e prevenire l'ipertensione al pari dei farmaci comunemente usati per lo stesso scopo: è quanto emerge da un altro studio dell'University of Aberdeen (Regno Unito), secondo cui chi mangia tre porzioni al giorno tra cereali non raffinati e pane e riso integrali è protetto dall'ipertensione e, di conseguenza, vede diminuire l'incidenza di infarto fino al 15% e di ictus fino al 25%.

    Questi i principali motivi per cui sono stati concepiti e si stanno sempre più affermando i cosiddetti “alimenti funzionali”, alimenti con effetti potenzialmente favorevoli sul mantenimento della salute e/o sulla prevenzione delle malattie e che, introdotti in un prodotto finito, non ne snaturano aspetto, gusto e piacevolezza.

    Fonti:

    Tighe, P., Duthie, G., Vaughan, N., Brittenden, J., Simpson, W., Duthie, S., Mutch, W., Horgan, G. & Thies, F. (2010). 'Effect of increased consumption of whole-grain foods on blood pressure and other cardiovascular risk markers in healthy middle-aged persons: a randomized controlled trial'. American Journal of Clinical Nutrition.

    MPark Y, Subar AF, Hollenbeck A, Schatzkin A.Arch Intern Med. 2011 Feb 14.

    Daniela Capezzali
  • 15 Nov 2011

    Il bianco contro l'ictus

    di Paola Baraldi

    Un elevato consumo di vegetali di colore bianco può abbassare il rischio di ictus

    Numerosi sono gli studi  che mostrano l’azione protettiva sulla salute del consumo di frutta e verdura, ma ormai si comincia a capire che anche il diverso colore dei vegetali può fare la differenza. Una recente ricerca condotta presso l’università di Wageningen e pubblicata sulla rivista Stroke ha sottolineato, per esempio, come consumare almeno 25 g al giorno di frutta e verdura a polpa bianca riduca del 9% il rischio di ictus.

    I ricercatori hanno analizzato per 10 anni le abitudini alimentari di circa 20.000 persone, maschi e femmine di età media 40 anni; nel corso del decennio sono stati registrati 223 casi di ictus.

    I partecipanti allo studio hanno compilato dei questionari dove hanno indicato il loro consumo di frutta e verdura suddividendolo in base al colore della polpa: verde, giallo-arancione, rosso-viola e bianco.

    Non è stata trovata alcuna correlazione fra il rischio di ictus e il consumo di frutta e verdura dalla polpa verde, giallo-arancione e rosso-viola, mentre il rischio di ictus diminuiva con l’aumentare del consumo di frutta e verdura a polpa bianca.

    Possiamo dedurne quindi  come sia utile  avere l’accortezza di comprendere tra i vegetali consumati ogni giorno anche mele, pere,banane, indivia belga, cavolfiori, cetrioli, aglio, cipolle, porri, funghi prataioli.

    Alternando tra loro i diversi frutti e ortaggi non dovrebbe risultare difficile assicurarsi la dose minima quotidiana efficace di 25 g.

    Fonte: Oude Griep LM et al. Colors of fruit and vegetables and 10-year incidence of Stroke. Stroke 2011 Nov; 42 (11):3190-5

    Paola Baraldi
  • 8 Nov 2011

    Il Miele: alimento animale o vegetale?

    di Daniela Capezzali

    Non subendo alcuna manipolazione da parte dell'uomo, riceve le sue caratteristiche esclusivamente alla natura.

    Prima dell’impiego della canna da zucchero, e cioè fin tutto il XVI secolo, il miele ha rappresentato il dolcificante utilizzato più largamente e nei modi più svariati. Ha una natura duplice: animale e vegetale perché sono le api a raccogliere il nettare dai fiori o la melata delle piante, trasformando poi attraverso un fine e paziente processo in miele, che deve proprio le sue peculiarità ai fiori o alle piante da cui le api hanno raccolto il nettare o la melata.

    Flora diversa restituisce nettare diverso: ecco come nasce la grande varietà di mieli prodotti. Per le api rappresenta l’alimento di riserva che accumulano in scorte ottenute dalla trasformazione del nettare, cibo fresco in estate, in alimento a lunga conservazione. Per i consumatori il miele è un alimento altamente energetico e dolcificante, ricco di zuccheri semplici: è composto infatti quasi esclusivamente da fruttosio e glucosio, zuccheri che rappresentano il 95-99% della sostanza secca. E’ facilmente digeribile e contiene anche oligoelementi preziosi per la dieta umana, con il vantaggio di fornire all'organismo calorie prontamente disponibili (300 kcal/100 g), senza richiedere processi digestivi e senza apportare sostanze indigeribili o dannose. E’ anche ricco di enzimi, e la loro presenza dipende dalla doppia origine del miele: il nettare contiene enzimi che agiscono sugli zuccheri stessi e le secrezioni dell’ape aggiungono quelli provenienti dalle ghiandole faringee. Da ciò deriva il suo valore nutrizionale: l’attività biologica più interessante del miele è quella antibatterica (dovuta alla sua concentrazione in zuccheri e al suo pH acido), in particolare quando è in soluzione. Si è dimostrato che l'attività antibatterica del miele diluito è dovuta all'azione della glucoso-ossidasi in esso contenuta: tale enzima produce, in particolari condizioni di diluizione, acqua ossigenata e acido gluconico a partire dal glucosio. L’accumulo di acqua ossigenata, successivamente distrutta, gli conferisce l’attività antibiotica, proteggendo dall'attacco microbico il miele in formazione. Oltre a ciò sono presenti nel miele polifenoli, che pur essendo sostanze di natura diversa, possiedono però lo stesso tipo di attività, per cui sono molti i suoi utilizzi:

    - apprezzato dagli sportivi per l'immediato apporto e pronta disponibilità energetica;

    - nelle malattie da raffreddamento (consigliati mieli aromatici, ricchi di olii essenziali, come quello d'eucalipto, dotato di azione febbrifuga, calmante della tosse, ed espettorante, ma anche di timo o il millefiori di montagna)

    - nella digestione poiché favorisce la secrezione di saliva e succhi gastrici (un cucchiaino da caffè di miele, sciolto in mezzo bicchiere d'acqua dopo i pasti), ed ha azione protettiva sulla mucosa gastrica e duodenale;

    - nella dolcificazione di tisane per la presenza di alcuni acidi organici che contrastano la fermentazione intestinale;

    - nell’uso esterno su bruciature e ferite, riducendo notevolmente i tempi di guarigione;

    - nella dermatocosmesi come emolliente e ritardante/contrastante l’invecchiamento cutaneo.

    Il miele può essere gustato come si mostra, ad esempio spalmato su pane o fette biscottate per uno spuntino, o utilizzato come dolcificante, in sostituzione dello zucchero o per la preparazione di ricette sia salate che dolci. A parità di peso, dolcifica più dello zucchero, per cui, se si usa miele, la dose per una qualsiasi ricetta dovrà diminuire leggermente la quantità e in considerazione del fatto che il miele è liquido rispetto allo zucchero, si dovrà anche ridurre la quantità di burro o liquidi rispetto alla ricetta originale. I dolci fatti con miele inoltre si mantengono soffici e freschi più a lungo di quelli con solo zucchero.

     

    Fonti:

    P. S. Baghel, et al - A comparative study to evaluate the effect of honey dressing and silver sulfadiazene dressing on wound healing in burn patients -  Indian J Plastic Surgery 2009 Jul-Dec; 42(2): 176–181.

    Arne Simon, et al.- Medical Honey for Wound Care—Still the ‘Latest Resort’? Evid Based Complement Alternat Med. 2009 June; 6(2): 165–173.

    Daniela Capezzali