La sobrietà e la semplicità dovrebbero essere gli ingredienti principali.

Tavole imbandite, alberi decorati, luci, pacchetti, cesti regalo, piatti ricercati sono aspetti peculiari di questo periodo che contribuiscono a creare l’atmosfera magica delle festività natalizie, ma simboleggiano certamente anche, eccessivi consumi, sperperi di risorse ed energia, ed eccessive produzioni di rifiuti.
Stipiamo frigo e freezer anche di piatti pronti per i giorni successivi, e quello che non riusciamo a consumare? Il 27% della spesa tra Natale e Capodanno rischia di venire gettata nella spazzatura, con incremento di rifiuti da smaltire. Da indagini Istat i motivi per cui quantità elevate di cibi ancora buoni vanno nella spazzatura sono:
- nel 40% dei casi perché sono stati acquistati in eccesso
- nel 21% dei casi perché ci siamo fatti invogliare da offerte
- nel 24% dei casi perché non li abbiamo consumati prima della loro scadenza
- nel 9% dei casi perché non sono stati apprezzati
- nel 7% dei casi perché non servivano affatto.
La proposta è quella di trascorrere un Natale inconsueto, ecologico, solidale, che bandisca inutili sprechi e impedisca danni alla salute e non ultimo permetta l'utilizzo corretto delle risorse mantenendo comportamenti responsabili.
Sarebbe innanzitutto conveniente evitare di preparare poche pietanze aventi come ingredienti base, prodotti semplici della tradizione locale, genuini, di stagione, e preferibilmente biologici. Sarebbe anche buona regola preferire piatti tipici della tradizione mediterranea, utilizzando in prevalenza pasta, cereali, legumi, verdura e frutta, e limitando il più possibile il consumo di carni e derivati.
Organizziamo la spesa in modo da evitare gli sprechi preparando una lista dettagliata di cose da acquistare, senza farci tentare da offerte e sconti evitando così di comperare scorte eccessive di alimenti, anche non utili, ma che comunque consumeremmo.
Stimiamo le porzioni in maniera realistica, acquistando gli alimenti nella quantità proporzionata al numero degli invitati, senza esagerare: dopo antipasti, primi piatti, carni, verdure forse quattro tipi di dolci sono eccessivi.
Se vogliamo un menù a impatto “minimo” sul pianeta dobbiamo eliminare da questo anche gli alimenti che prima di arrivare sulla nostra tavola abbiano percorso centinaia e centinaia di chilometri.
Predisporre piccole porzioni, in modo tale che gli invitati possano servirsi da soli: ciascuno prenderà ciò che preferisce e non sarà costretto a lasciare nel piatto ciò che non gradisce. Inoltre i bimbi non sono in grado di consumare porzioni da adulti per cui una pietanza già porzionata, rimarrà senza altro quasi intera nel loro piatto senza la possibilità di poterla riutilizzare.
Intervallare piatti ricchi in grassi e condimenti con preparazioni più semplici e comunque prevedendo sempre contorni di verdure non troppo elaborate.
Per evitare di buttare parte dei lauti pasti delle festività, organizziamoci per conservare in modo efficiente e sicuro ciò che avanza, predisponendo contenitori da frigo e/o da frezeer, frazionando il cibo in piccole porzioni perché ha più probabilità di essere consumato, e per evitare proliferazioni batteriche non abbandonando i cibi cotti per più di due ore a temperatura ambiente
Ed infine alcuni suggerimenti per riciclare con facilità cibo inutilizzato, se non abbiamo chi, cui regalare gli eccessi, potrebbe farne miglior uso: scarti vegetali o carni/ossi per brodi, resti di pane anche affettato, per crostini o torte sia dolci che salate, verdure per quiche o sformati.
Buone Festività a tutti.

