Le alternative vegetali al latte

Viaggio nel variegato e “bianco” mondo delle alternative al latte vaccino, tra un’ampia offerta di bevande vegetali e benefici nutrizionali che fanno bene al nostro organismo: ecco i consigli della nostra esperta su misura, la dott.ssa Valeria D’Alessandro.

Prosegue il nostro viaggio nel magico mondo della natura e dei doni che ci offre. Proviamo ad immaginare di fare un tuffo nel bianco del latte vegetale.

Ma è proprio latte?
No, abitualmente viene chiamato latte ma in realtà si tratta di bevande ottenute da estratti vegetali di legumi, cereali e piante diluiti in acqua e variamente addizionati di zuccheri, oligoelementi e vitamine. Dal punto di vista nutrizionale, tutte le bevande vegetali hanno il vantaggio di essere prive di colesterolo e di lattosio (a cui l’adulto fisiologicamente risulta intollerante). Quelle addizionate con calcio (che sono sempre da preferire) ne contengono la stessa quantità del latte vaccino. Tra queste alternative, quello più utilizzato è il latte di soia la cui composizione qualitativa lo rende un ottimo costituente di una dieta varia ed equilibrata.

I benefici di questa bevanda sarebbero maggiori rispetto agli altri tipi di latte vegetale sia dal punto di vista salutistico che ambientale e, insieme a quello di avena, può vantare il minore impatto relativamente alle risorse richieste per la sua coltivazione (classifica pubblicata da The Guardian nel gennaio 2020).
In particolare, la componente proteica è sovrapponibile a quella del latte vaccino, sebbene non sia corretto confrontare questi due alimenti essendo uno di origine animale e l’altro di origine vegetale.

Le caratteristiche che lo rendono idoneo al consumo sono:

  • un basso contenuto di zuccheri
  • una buona componente proteica
  • l’assenza di colesterolo e di acidi grassi saturi

 

Abbassando, inoltre, la pressione arteriosa, migliorando l’elasticità delle arterie e combattendo i radicali liberi il latte di soia risulta essere un ottimo alleato del cuore e, più in generale, del nostro sistema cardiovascolare. Utilizziamolo quindi sia come bevanda per la prima colazione che per uno snack, oppure per la preparazione di dolci o salse leggere.

Un’altra bevanda molto apprezzata dagli sportivi e dai più giovani è il latte di riso che, a differenza di quello di soia, ha un contenuto maggiore di carboidrati prontamente utilizzabili, sebbene con un contenuto di proteine inferiore.

Il latte di avena, leggero, altamente digeribile e con una bassissima allergenicità, si ottiene da fiocchi o dai chicchi di questo cereale, possiede un ottimo indice glicemico e un contenuto di carboidrati intermedio tra il latte vaccino e il latte di riso. Inoltre, il suo sapore molto delicato lo rende estremamente versatile in cucina.

Il latte di mandorla ha un potere calorico maggiore, oltre a un’alta concentrazione di vitamina E, manganese e acidi grassi buoni monoinsaturi (MUFA). Ricordiamo che l’assunzione di bevande vegetali ci aiuta a raggiungere la quota di acqua che dobbiamo introdurre per mantenerci in forma con un apporto di calorie molto contenuto. A tale proposito, ricordate sempre di leggere con attenzione le etichette dei prodotti che state acquistando perché talvolta per renderli più appetibili vengono addizionati di zuccheri con un significativo aumento dell’apporto calorico.
Per i più curiosi, e per chi è pratico in cucina, le bevande possono essere preparate facilmente a casa e possono essere aggiunti a proprio piacimento spezie o aromi naturali per variarne il sapore.

Il latte vaccino per lungo tempo è stato considerato caposaldo dell’alimentazione umana, mentre più recentemente alcune evidenze correlano il suo consumo in età adulta a un lieve aumento della prevalenza di malattia autoimmunitarie, degenerative, cardiovascolari, nonché a un aumento dell’acne. Il latte vaccino è un alimento completo e fornisce tutti i principali nutrienti di cui il nostro organismo necessita ed è stato ampiamente dimostrato che il suo consumo, soprattutto nei bambini può stimolare l’immunità e ridurre il rischio di infezioni respiratorie. Ma, senza spingerci nella patologia, per la naturale presenza del lattosio e della caseina, può inevitabilmente essere causa di fastidio addominale, soprattutto negli allergici alle proteine del latte o negli intolleranti o allergici al lattosio, la cui prevalenza nella popolazione generale è in fortissimo aumento: in Europa si stima che il 70 % della popolazione abbia un’intolleranza al lattosio.

In relazione a questo problema così diffuso, oltre che per i milioni di vegetariani e vegani, le bevande vegetali rappresentano un caposaldo dell’alimentazione moderna, vantando caratteristiche nutrizionali eccellenti, oltre a numerose proprietà benefiche che contribuiscono al benessere dell’organismo.

Quindi, bianco si ma non solo latte!

 

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